bussolotto
/bussoˈlɔtto/
Significato
Piccolo contenitore cilindrico, tradizionalmente in legno tornito, cuoio o metallo, impiegato per custodire e agitare dadi, biglietti numerati o palline da estrarre a sorte. Per estensione, designa qualsiasi recipiente destinato a sorteggi, lotterie o decisioni affidate al caso, nonché, nel lessico dei prestigiatori, lo strumento conico utilizzato nel celebre gioco dei bussolotti, in cui palline sembrano apparire e scomparire sotto coppette rovesciate. In senso figurato e dispregiativo, indica un sistema opaco di selezione o nomina in cui l'esito pare arbitrario, come estratto appunto da un bussolotto.
Origine ed etimologia
Il termine è diminutivo di bùssola, dal latino medievale buxida, a sua volta dal greco πυξίς (pyxís), «scatoletta di bosso», il legno pregiato con cui tali contenitori venivano tornati. La radice rimanda dunque all'albero del bosso (Buxus sempervirens), apprezzato fin dall'antichità per la grana compatta. Il suffisso -otto conferisce valore vezzeggiativo. Attestato in italiano dal XV secolo, il vocabolo si consolidò nei lessici giuridici e ludici del Rinascimento, quando le estrazioni pubbliche a sorte regolavano cariche civiche, matrimoni dotali e giochi di piazza.
Esempio d'uso
Nella sala consiliare della Repubblica di Venezia, i nomi dei quarantuno elettori del doge venivano riposti in un bussolotto d'argento e sorteggiati con cerimoniale solenne, affinché nessuna fazione patrizia potesse pilotare l'esito del conclave.
Curiosità
- I bussolotti veneziani per l'elezione dogale erano custoditi in una stanza segreta di Palazzo Ducale detta «stanza delle ballotte»: alcuni esemplari originali in avorio e argento sono tuttora conservati al Museo Correr.
- Nel gergo politico italiano del Novecento l'espressione «nomina a bussolotto» indicava le designazioni ministeriali apparentemente casuali ma in realtà frutto di accordi correntizi, metafora caustica tornata in auge nelle cronache parlamentari.
- Il celebre prestigiatore trentino Bustelli nell'Ottocento girò le corti europee presentando il «giuoco dei bussolotti» con tre coppette di rame cesellate, oggi esposte nel Museo della Magia di Cherasco in Piemonte.
Citazioni celebri
Il caso è il nome che diamo alla nostra ignoranza delle cause.
— Henri Poincaré
Gli dèi scuotono il bussolotto del destino con mani sorridenti.
— Marguerite Yourcenar
La sorte è come un bussolotto: scuoterla serve solo a illudersi di sceglierne il contenuto.
— Giuseppe Pontiggia
Riferimenti culturali
- Nella Serenissima Repubblica di Venezia il complesso rituale di elezione del doge, codificato nel 1268, prevedeva l'uso di bussolotti e ballotte d'oro e d'argento per garantire l'imparzialità attraverso dieci successive estrazioni a sorte intervallate da votazioni.
- Il gioco dei bussolotti, menzionato già nel «Giuoco di Carte» di Tomaso Garzoni (1585), è il più antico numero della prestidigitazione italiana e ancora oggi è considerato prova di maestria assoluta nel repertorio dei maghi di scuola classica.
- Nel «Barone rampante» di Italo Calvino le decisioni della comunità di Ombrosa vengono talvolta affidate a sorteggi comunitari, pratica che richiama la lunga tradizione italiana del bussolotto come strumento democratico contro il peso delle fazioni locali.
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