cacodemonomania

/kakodemonomaˈnia/

Illustrazione della parola cacodemonomania

Significato

Sostantivo femminile che designa la convinzione delirante di essere posseduti da un demone o da uno spirito maligno. Si tratta di una particolare forma di delirio a contenuto demonopatico, tradizionalmente inquadrata nella nosografia psichiatrica ottocentesca e appartenente alla più ampia famiglia delle monomanie descritte da Jean-Étienne Esquirol. Il termine indica specificamente la fissazione morbosa e ossessiva sul tema della possessione diabolica, distinguendosi dalle esperienze religiose ordinarie per il carattere patologico, la persistenza intrusiva del pensiero e la sofferenza soggettiva che ne deriva. Rappresenta un affascinante crocevia tra psichiatria, antropologia religiosa e storia culturale.

Origine ed etimologia

Il termine è composto dal greco kakós (κακός, «cattivo, malvagio»), daímōn (δαίμων, «spirito, divinità») e manía (μανία, «follia, delirio ossessivo»). Fu introdotto nel lessico medico-psichiatrico francese e tedesco nella prima metà dell'Ottocento, sulla scia della grande classificazione delle monomanie elaborata da Jean-Étienne Esquirol nel suo Des maladies mentales (1838). La parola trasformò in categoria clinica ciò che per secoli era stato interpretato in chiave teologica come possessione demoniaca, segnando il passaggio dall'esorcismo alla diagnosi psichiatrica e testimoniando la progressiva secolarizzazione della sofferenza mentale nell'Europa positivista.

Esempio d'uso

Nel suo saggio sulla stregoneria d'età moderna, lo storico dimostrava come molti casi documentati nei processi inquisitoriali potessero essere oggi rileggibili come manifestazioni di cacodemonomania, aprendo un dialogo fecondo tra archivi giudiziari e nosografia psichiatrica contemporanea.

Curiosità

Citazioni celebri

La monomania religiosa, che porta il malato a credersi in commercio col demonio, è tra le forme più antiche e persistenti dell'alienazione.

— Jean-Étienne Esquirol

Ciò che un tempo chiamavamo possessione, oggi lo nominiamo delirio: cambia il vocabolario, non sempre la sofferenza.

— Michel Foucault

Il diavolo abita ancora nei sintomi di chi non trova altro linguaggio per dire il proprio male.

— Eugenio Borgna

Riferimenti culturali

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