callipigia
/kalliˈpidʒa/
Significato
Sostantivo femminile che designa la qualità di avere natiche belle, ben formate e armoniose. Il termine, di matrice colta e d'origine greca, appartiene al lessico erudito dell'estetica e della storia dell'arte, dove viene impiegato per descrivere un canone di bellezza corporea celebrato sin dall'antichità classica. Si tratta di un vocabolo raro, oggi confinato agli ambiti specialistici della critica artistica, dell'archeologia e della letteratura erudita, ma talvolta utilizzato con tono ironico o ricercato anche in contesti letterari moderni per evocare una sensualità statuaria e classicheggiante.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal greco antico καλλίπυγος (kallípygos), composto da καλλι- (kalli-, «bello») e πυγή (pygḗ, «natica»). L'epiteto fu attribuito ad Afrodite nella celebre statua ellenistica detta Venere Callipigia, oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in cui la dea solleva il peplo per ammirarsi le forme posteriori. Ateneo di Naucrati, nei Deipnosofisti (XII libro), narra l'aneddoto eziologico siracusano legato al culto di tale Afrodite. Il vocabolo entrò nell'italiano colto attraverso la tradizione umanistica e archeologica, mantenendo sempre un registro elevato.
Esempio d'uso
Davanti alla statua ellenistica, il vecchio professore mormorò compiaciuto che la callipigia della figura marmorea esemplificava perfettamente il canone di bellezza tardo-classico, capace di coniugare sensualità pagana e rigorosa armonia geometrica.
Curiosità
- Nel 1802 il poeta francese Évariste de Parny pubblicò un poemetto licenzioso intitolato proprio Les Déguisements de Vénus in cui la Callipigia compare come icona di un erotismo classicheggiante, contribuendo alla sua fortuna nei salotti europei.
- La statua napoletana della Venere Callipigia subì un curioso destino museale: per decenni fu esposta in una sala riservata, accessibile solo previa autorizzazione, a causa della presunta licenziosità della posa che le valse la celebre denominazione.
- L'aggettivo callipigio compare anche in zoologia tassonomica: alcune specie di scarafaggi e farfalle furono battezzate con questo epiteto da naturalisti ottocenteschi colpiti dalla forma armoniosa dell'addome posteriore degli esemplari.
Citazioni celebri
La bellezza è la sola cosa contro la quale la forza del tempo è vana.
— Oscar Wilde
Nulla v'è di più potente della bellezza, in cui anche un cieco si imbatte.
— Platone
La bellezza salverà il mondo.
— Fëdor Dostoevskij
Riferimenti culturali
- La Venere Callipigia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, scoperta a Roma nella Domus Aurea neroniana nel XVI secolo, è copia romana di un originale ellenistico ed è uno dei pezzi più celebri della collezione Farnese.
- Gabriele d'Annunzio, raffinato cultore del lessico erudito e dell'ellenismo, attinse spesso a termini come callipigia per costruire le proprie descrizioni sensuali di figure femminili nei romanzi e nelle Laudi, intrecciando classicità e decadentismo.
- L'archeologo e antichista Salvatore Settis ha discusso ripetutamente l'iconografia della Venere Callipigia come emblema della fortuna critica dell'antico, oggetto di censure pudibonde e riscoperte erotiche dal Cinquecento al Settecento napoletano.
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