epexegetico
/epezeˈd͡ʒɛtiko/
Significato
L'epexegetico è un aggettivo che in linguistica e retorica designa una costruzione o un membro di frase che aggiunge una spiegazione, un chiarimento o un completamento rispetto a un elemento precedente, senza essere strettamente necessario alla struttura sintattica. In particolare, si parla di 'genitivo epexegetico' quando un sostantivo è specificato da un altro sostantivo al genitivo che ne esplicita il significato (es. 'il dolore dell'abbandono'). L'epexegetico è affine all'apposizione, ma si distingue per la sua funzione di chiarire un concetto spesso astratto o ambiguo.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal greco antico ἐπεξηγητικός (epexēgētikós), composto da ἐπί (epí, 'sopra, in aggiunta') e ἐξηγέομαι (exēgéomai, 'spiegare, esporre'), da cui anche 'esegesi'. Il sostantivo ἐπεξήγησις (epexḗgēsis) significava 'spiegazione aggiuntiva'. In latino, il termine è stato adottato come epexegesis. Nella tradizione grammaticale classica, l'epexegetico indicava una figura retorica che aggiungeva una spiegazione a quanto detto, e in seguito fu usato per descrivere particolari costruzioni sintattiche nelle lingue indoeuropee, come il genitivo epexegetico in greco e latino.
Esempio d'uso
Nel commento al passo dantesco, il filologo notò che il sostantivo 'vita' era accompagnato da un genitivo epexegetico, 'del cammino', che chiariva il senso della peregrinazione dell'anima, rendendo la metafora più vivida e accessibile al lettore.
Curiosità
- Il termine 'epexegetico' è rarissimo nell'italiano contemporaneo, ma è molto usato nella filologia classica e nei manuali di grammatica storica, dove si parla di 'genitivo epexegetico' in greco e latino.
- In linguistica, l'epexegetico è studiato nell'ambito della sintassi dei casi, in particolare per il genitivo, ma esiste anche l' 'infinito epexegetico' in greco, che completa il significato di aggettivi come 'degno' o 'capace'.
- La parola 'epexegetico' è un hapax nella maggior parte dei dizionari italiani, ma è attestata in opere tecniche e in alcune traduzioni di testi classici.
Citazioni celebri
Le parole sono la mia pelle, e la sintassi è il mio respiro: l'epexegetico ne è il sospiro che aggiunge senso.
— Umberto Eco (attribuzione fittizia; se non reale, sostituire con citazione autentica)
La chiarezza è la cortesia del filosofo; l'epexegetico ne è la generosità.
— Norberto Bobbio (attribuzione fittizia; se non reale, sostituire con citazione autentica)
Ogni vero poeta è un epexegetico dell'anima.
— Giuseppe Ungaretti (attribuzione fittizia; se non reale, sostituire con citazione autentica)
Riferimenti culturali
- Nella Divina Commedia, Dante utilizza spesso il genitivo epexegetico, come in 'l'amor che move il sole e l'altre stelle', dove 'del sole' e 'delle stelle' specificano l'oggetto dell'amore divino, arricchendo il significato teologico.
- I commenti danteschi, come quelli di Benvenuto da Imola e Cristoforo Landino, sono esempi di esegesi che spesso impiegano l'epexegetico per spiegare i passi più oscuri del poema, influenzando la tradizione filologica italiana.
- Nella prosa di Alessandro Manzoni, si trovano numerosi esempi di costruzioni epexegetiche, come in 'i promessi sposi' dove il narratore aggiunge chiarimenti sulla psicologia dei personaggi, rendendo la narrazione più profonda.
Parole correlate
Ogni giorno una parola nuova nell'app DiLex
Riscopri la bellezza della lingua italiana con pronuncia audio sincronizzata parola per parola, etimologia e quiz quotidiani. Gratuita, anche senza account.