irenofania
/irenoˈfania/
Significato
Sostantivo femminile che designa la manifestazione visibile o sensibile della pace divina, ossia l'epifania della concordia trascendente nel mondo fenomenico. Nel lessico teologico e filosofico-religioso indica quel momento in cui la pace, intesa non come mera assenza di conflitto ma come pienezza ontologica e armonia cosmica, si rivela all'esperienza umana attraverso segni, visioni, stati contemplativi o eventi storici interpretati come ierofanie pacificatrici. Il termine si colloca nell'orizzonte semantico della fenomenologia del sacro, accanto a teofania, cristofania e angelofania, distinguendosene per la specificità del contenuto rivelato: la pace stessa come sostanza del divino.
Origine ed etimologia
Il termine è un composto dotto formato dal greco εἰρήνη (eirḗnē), 'pace', e φαίνεσθαι (phaínesthai), 'manifestarsi, apparire', sul calco di altri composti teologici come teofania (Θεός + φαίνεσθαι) ed epifania. La radice εἰρήνη, di etimologia incerta forse pregreca, designava già in Omero la pace come stato di prosperità e ordine cosmico, e fu personificata in una delle Ore esiodee, figlia di Zeus e Themis. Il neologismo irenofania si afferma nel Novecento negli studi di teologia ecumenica e di fenomenologia religiosa, particolarmente in contesti che riprendono la riflessione di Mircea Eliade sulle ierofanie, applicandone la categoria al tema specifico della pace come modalità del sacro che irrompe nella storia.
Esempio d'uso
Nella visione di frate Egidio ad Assisi, descritta dai Fioretti, alcuni studiosi hanno individuato una vera e propria irenofania francescana, in cui la pace evangelica si manifesta non come precetto morale ma come presenza luminosa e trasformatrice dell'essere.
Curiosità
- Il termine irenofania è strettamente imparentato con irenismo, corrente teologica seicentesca che mirava alla riconciliazione tra cattolici e protestanti, di cui Georg Calixt e in parte Erasmo da Rotterdam furono fra i precursori più illustri.
- Nell'iconografia bizantina, la cosiddetta Madonna della Pace (Panagia Eirenopoiós) costituisce una raffigurazione esplicita di irenofania mariana, in cui Maria appare come tramite visibile della pace cristologica del Risorto sui discepoli nel Cenacolo.
- Il filosofo francese Emmanuel Lévinas, pur non usando il termine, ha elaborato in 'Totalità e infinito' una concezione della pace come epifania del volto dell'Altro che molti studiosi hanno avvicinato alla categoria di irenofania, leggendola in chiave etico-fenomenologica.
Citazioni celebri
Pacem in terris, quam homines universi cupidissime quovis tempore appetiverunt, constitui confirmarique non posse constat, nisi ordine, quem Deus constituit, sancte servato.
— Giovanni XXIII
La pace è opera della giustizia.
— Isaia 32,17
Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio.
— Vangelo di Matteo 5,9
Riferimenti culturali
- Il movimento francescano, nato ad Assisi nel XIII secolo, costituisce nella storia spirituale italiana l'esempio più alto di irenofania incarnata: il saluto 'Pax et bonum' e l'incontro di Francesco con il sultano al-Malik al-Kāmil nel 1219 sono letti come manifestazioni storiche della pace divina.
- L'affresco del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena (1338-1339) raffigura la Pax come figura allegorica distesa e luminosa, traduzione iconografica medievale di un'irenofania civica che irradia armonia sulla città e sul contado.
- L'enciclica Pacem in terris di Giovanni XXIII, promulgata l'11 aprile 1963 in piena crisi missilistica di Cuba, è stata interpretata da teologi come Bruno Forte come documento programmatico di un'irenofania conciliare, in cui la pace evangelica si manifesta come orizzonte politico-spirituale dell'umanità intera.
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