obliterazione
/oblitterat͡ˈt͡sjoːne/
Significato
Sostantivo femminile che indica l'atto e l'effetto del cancellare, annullare o rendere illeggibile qualcosa, fino a farlo scomparire del tutto dalla percezione o dalla memoria. Nel linguaggio medico designa l'occlusione patologica di un condotto, un vaso o una cavità organica, che ne sopprime il lume e la funzione. In ambito filatelico e amministrativo indica l'annullamento di un francobollo o di un titolo di viaggio mediante timbro o foratura. Per estensione metaforica, evoca la dissoluzione progressiva di una traccia, di un ricordo, di un'identità, assumendo una densità semantica che attraversa medicina, diritto, semiotica e riflessione esistenziale.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal latino tardo obliteratio, -onis, sostantivo d'azione formato sul verbo obliterare, composto da ob- (con valore intensivo o di copertura) e littera, «lettera», nel senso originario di «cancellare le lettere scritte», dunque rendere illeggibile uno scritto raschiandolo o ricoprendolo. Già Cicerone e Livio adoperano obliterare nel senso figurato di «far dimenticare», estendendo la pratica scrittoria alla sfera mnemonica. L'italiano accoglie il vocabolo nel Cinquecento attraverso il latino dotto, specializzandolo nel Settecento in ambito medico e nell'Ottocento nel lessico postale e giuridico.
Esempio d'uso
Il chirurgo descrisse con clinica freddezza l'obliterazione del vaso coronarico, ignaro che il paziente, ascoltandolo, leggesse in quella parola la metafora perfetta della propria esistenza progressivamente cancellata dalla malattia e dall'indifferenza dei familiari.
Curiosità
- Nel diritto romano esisteva la damnatio memoriae, forma estrema di obliterazione che colpiva i nemici dello Stato cancellandone il nome dalle iscrizioni: ne fu vittima l'imperatore Geta, fratello di Caracalla, raschiato anche dai ritratti familiari.
- Il pittore francese Christian Boltanski ha costruito un'intera poetica artistica sull'obliterazione, realizzando installazioni con fotografie sbiadite e schedari di nomi cancellati per evocare la fragilità della memoria collettiva dopo la Shoah.
- In ambito ferroviario italiano, la mancata obliterazione del biglietto comporta sanzioni amministrative; il verbo «obliterare» è entrato così nel parlato quotidiano dei pendolari, perdendo l'aura dotta che ancora conserva nel lessico medico.
Citazioni celebri
La memoria è sempre, in qualche misura, un'obliterazione del passato.
— Marc Augé
Scrivere è una forma di lotta contro l'obliterazione del tempo.
— Marguerite Yourcenar
Ogni dimenticanza è una piccola obliterazione del sé.
— Paul Ricœur
Riferimenti culturali
- Nella pratica filatelica italiana, l'obliterazione del francobollo mediante il bollo postale costituisce un atto giuridicamente rilevante: collezionisti come Enzo Diena hanno dedicato studi fondamentali agli annulli ottocenteschi del Regno di Sardegna, considerati capolavori di precisione tipografica.
- Nel romanzo «Il fu Mattia Pascal» di Luigi Pirandello, la falsa notizia della morte del protagonista produce un'obliterazione anagrafica e identitaria che diventa il fulcro tragicomico dell'opera, anticipando le riflessioni novecentesche sulla cancellazione del soggetto.
- La medicina italiana del primo Novecento, con figure come Antonio Cardarelli e Giovanni Battista Morgagni, contribuì alla codificazione del termine «obliterazione» nei trattati di anatomia patologica, in particolare nello studio delle arteriopatie obliteranti degli arti inferiori.
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