sciapode
/ʃaˈpɔde/
Significato
Sostantivo maschile che designa una creatura leggendaria appartenente al ricco bestiario delle razze mostruose descritte dagli antichi geografi e naturalisti: essere umanoide dotato di un unico, gigantesco piede, il quale, oltre a permettergli spostamenti prodigiosamente rapidi, veniva sollevato al di sopra del capo come un ombrello naturale per ripararsi dalla sferza del sole equatoriale. Gli sciapodi, o monocoli, popolano l'immaginario cartografico e teratologico dell'Occidente dall'antichità classica fino al pieno Medioevo, incarnando l'idea dell'alterità radicale che abita ai margini del mondo conosciuto.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal greco σκιάπους, composto da σκιά (skiá, «ombra») e πούς (poús, «piede»): letteralmente «piede-ombra», con evidente allusione alla funzione ombreggiante dell'appendice. Attestato per la prima volta in Ctesia di Cnido (V secolo a.C.) nel suo trattato sull'India, il vocabolo transita poi in Plinio il Vecchio, che nella Naturalis Historia (VII, 2) li colloca nelle terre indiane, e in Aulo Gellio. Attraverso Isidoro di Siviglia entra nelle Etymologiae e da lì migra nei bestiari e nei mappamondi medievali.
Esempio d'uso
Nel margine miniato del mappamondo di Hereford lo sciapode giace supino, il piede monumentale proteso verso il cielo come una vela di carne, testimonianza silenziosa di quanto il Medioevo amasse popolare l'ignoto di meraviglie plausibili.
Curiosità
- Sant'Agostino nel De Civitate Dei (XVI, 8) si interroga seriamente sulla natura degli sciapodi e delle altre razze mostruose, chiedendosi se discendano da Adamo e se dunque possano ricevere la salvezza cristiana: dilemma teologico di sorprendente modernità.
- Sulla celebre Ebstorf-Karte, mappamondo tedesco del XIII secolo distrutto nel 1943 durante un bombardamento, gli sciapodi erano raffigurati nell'estremità meridionale dell'Africa, evidenza cartografica del loro persistere come confine geografico dell'immaginario.
- Il naturalista rinascimentale Ulisse Aldrovandi nel Monstrorum Historia (1642) tentò ancora una classificazione scientifica degli sciapodi, sintomo di quanto lentamente il razionalismo abbia eroso il patrimonio teratologico ereditato dall'antichità.
Citazioni celebri
In India vi sono uomini con un solo piede, ma di tale ampiezza che se ne fanno ombra quando giacciono supini durante l'estate.
— Plinio il Vecchio
I monstra ci ricordano che la natura, nel suo prodigo teatro, non conosce i confini che la ragione le assegna.
— Isidoro di Siviglia
Il Medioevo non inventò i mostri: li ereditò, li battezzò e li dispose ai bordi del mondo come sentinelle del meraviglioso.
— Jacques Le Goff
Riferimenti culturali
- Nel Milione di Marco Polo affiorano ancora echi delle razze mostruose plinianiane, e sebbene lo sciapode non vi compaia esplicitamente, il paradigma teratologico che ispira il libro discende direttamente dalla stessa tradizione geografica antica.
- Umberto Eco nel romanzo Baudolino (2000) dedica pagine memorabili allo sciapode Gavagai, personaggio filosofico-teologico che discute della Trinità mentre corre velocissimo sul suo unico piede, incarnando l'incontro medievale tra teratologia e cristianesimo.
- Nel mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto, opera del monaco Pantaleone (1163-1165), figurano numerose creature del bestiario medievale, testimonianza della radicata presenza di questa iconografia teratologica nell'immaginario italiano meridionale.
Parole correlate
Ogni giorno una parola nuova nell'app DiLex
Riscopri la bellezza della lingua italiana con pronuncia audio sincronizzata parola per parola, etimologia e quiz quotidiani. Gratuita, anche senza account.