aerofagia

/aeroˈfaːdʒa/

Illustrazione della parola aerofagia

Significato

Sostantivo femminile che designa la deglutizione, per lo più involontaria e inconsapevole, di quantità eccessive di aria durante l'atto del mangiare, del bere o del parlare. In ambito medico indica una condizione parafisiologica che provoca distensione gastrica, eruttazioni ripetute, meteorismo e talora dolori addominali. Il termine è impiegato anche in senso figurato per descrivere un'inutile ingestione di parole vuote o discorsi vacui, con sfumatura ironica presso alcuni scrittori novecenteschi.

Origine ed etimologia

Il termine deriva dal greco antico ἀήρ, ἀέρος (aér, aéros), «aria», e φαγία (phagía), da φαγεῖν (phageîn), «mangiare, divorare». Il composto fu coniato nell'ambito della medicina francese ottocentesca: la voce aérophagie è documentata negli scritti clinici di Charcot e dei suoi allievi alla Salpêtrière intorno al 1880, che ne descrissero la frequenza nelle nevrosi isteriche. In italiano il calco «aerofagia» si diffonde nei manuali di gastroenterologia primonovecenteschi, mantenendo l'originaria connotazione psicosomatica.

Esempio d'uso

Il medico, dopo lunga anamnesi, comprese che quei singulti persistenti e quell'eruttazione clamorosa non nascevano da patologia organica, bensì da una cronica aerofagia indotta dall'ansia che affliggeva il paziente ogni volta che sedeva a tavola con il suocero.

Curiosità

Citazioni celebri

L'isterico deglutisce aria come deglutisce parole non dette.

— Jean-Martin Charcot

Nel corpo che parla, ogni sintomo è un geroglifico: anche una banale aerofagia può nascondere un lutto.

— Sigmund Freud

Vi sono uomini la cui conversazione è pura aerofagia dello spirito.

— Emil Cioran

Riferimenti culturali

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