apocatastasi
/apokaˈtastazi/
Significato
Sostantivo femminile che indica il ritorno di tutte le cose al loro stato originario, alla condizione primordiale di perfezione. Nel pensiero teologico cristiano, specie in Origene, designa la dottrina secondo cui, alla fine dei tempi, ogni creatura — inclusi i dannati e perfino Satana — sarà riconciliata con Dio in una restaurazione universale. In astronomia antica indica invece il ritorno di un astro alla medesima posizione celeste, mentre in senso filosofico più ampio evoca ogni ciclo cosmico di rigenerazione e ricapitolazione finale dell'essere.
Origine ed etimologia
Dal greco ἀποκατάστασις (apokatástasis), composto da ἀπό (apó, 'da, di nuovo'), κατά (katá, 'secondo, giù') e στάσις (stásis, 'posizione, stato'), letteralmente 'ricollocazione nello stato originario'. Il termine compare nella medicina ippocratica per indicare il ritorno alla salute, poi negli Stoici come restaurazione cosmica ciclica. Negli Atti degli Apostoli (3,21) san Pietro parla di 'apocatastasi di tutte le cose'. Origene di Alessandria, nel III secolo, lo elevò a categoria teologica fondamentale, dottrina poi condannata dal Concilio di Costantinopoli del 553.
Esempio d'uso
Nel suo ultimo saggio di teologia speculativa, l'autore difendeva con argomentazioni audaci l'antica dottrina dell'apocatastasi, sostenendo che l'infinita misericordia divina non potesse tollerare una dannazione eterna, ma esigesse il ritorno finale di ogni creatura al principio.
Curiosità
- Origene fu uno dei più grandi pensatori cristiani, ma proprio per la sua dottrina dell'apocatastasi venne dichiarato eretico tre secoli dopo la morte: il Concilio di Costantinopoli del 553 condannò esplicitamente questa tesi con quindici anatemi.
- Il termine ricorre anche nell'astronomia antica di Tolomeo per indicare il 'grande anno', il ciclo cosmico al termine del quale tutti i pianeti tornano esattamente alla posizione iniziale, generando una ricorrenza eterna del cosmo.
- Il filosofo Massimo Cacciari ha dedicato pagine fondamentali al concetto nel volume 'Il potere che frena' (2013), interpretandolo come categoria politico-teologica decisiva per comprendere l'escatologia paolina e la modernità.
Citazioni celebri
Tutti coloro che hanno piegato il ginocchio nel nome di Gesù manifesteranno con questo gesto la loro sottomissione a lui: e questa sarà quella che le Scritture chiamano apocatastasi.
— Origene
Il tempo dell'apocatastasi di tutte le cose, di cui Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall'antichità.
— Atti degli Apostoli 3,21
L'idea dell'apocatastasi è la più grande e la più scandalosa speranza che il cristianesimo abbia osato concepire.
— Hans Urs von Balthasar
Riferimenti culturali
- Nel 'Paradiso' di Dante, pur non nominando esplicitamente l'apocatastasi (dottrina condannata), si avverte una tensione verso la ricomposizione finale dell'universo nella visione di Dio, dove ogni cosa trova il proprio ordine ultimo nei cieli concentrici.
- Il filosofo torinese Luigi Pareyson, nel suo 'Ontologia della libertà' (1995), riprende con originalità il concetto di apocatastasi come orizzonte di una teologia tragica, dialogando con Schelling e Dostoevskij sulla questione del male e della redenzione cosmica.
- Eugenio Montale, nei 'Diari', allude più volte a una segreta speranza di ricomposizione delle cose disperse: la sua poetica del 'varco' e del 'miracolo' rivela una sotterranea tensione apocatastatica, laica eppure profondamente metafisica.
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