epanortosi
/epanorˈtɔːzi/
Significato
Figura retorica di pensiero consistente nel correggere, ritrattare o rettificare immediatamente un'affermazione appena pronunciata, sostituendola con un'altra ritenuta più appropriata, più forte o più precisa. L'epanortosi conferisce al discorso un movimento dialettico interno, simulando il ripensamento dell'oratore e creando un effetto di sincerità, enfasi crescente o autocritica. Si distingue dalla semplice correzione perché mantiene visibile la prima formulazione, generando un contrasto espressivo. È strumento prediletto della retorica giudiziaria e dell'eloquenza appassionata, dove la correzione apparente diventa amplificazione persuasiva.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal greco ἐπανόρθωσις (epanórthōsis), sostantivo formato dal verbo ἐπανορθόω, composto da ἐπί (epí, 'sopra, di nuovo'), ἀνά (aná, 'di nuovo, in alto') e ὀρθόω (orthóō, 'raddrizzare', dalla stessa radice di ὀρθός, 'retto'). Letteralmente significa dunque 'raddrizzamento, correzione'. La figura fu codificata dai retori greci e ripresa dai trattatisti latini con il nome di correctio o epanorthosis. Quintiliano la discute nell'Institutio oratoria fra le figure di pensiero, e attraverso la tradizione retorica medievale e rinascimentale giunse intatta nei manuali ottocenteschi.
Esempio d'uso
Nell'arringa finale l'avvocato ricorse a una sapiente epanortosi: «L'imputato non è un uomo sbadato, anzi, dico di più, è un individuo profondamente, deliberatamente indifferente al dolore altrui», ottenendo dalla giuria un silenzio carico di tensione.
Curiosità
- L'epanortosi è chiamata talvolta anche metanoia, termine greco che significa letteralmente 'cambiamento di mente'; lo stesso vocabolo è poi passato al lessico teologico cristiano per indicare la conversione interiore e il pentimento spirituale.
- Nella retorica forense romana l'epanortosi era considerata arma a doppio taglio: Quintiliano avvertiva che usata con eccesso poteva apparire artificio sospetto, mentre dosata con misura conferiva all'oratore quell'aria di scrupolosa sincerità che persuade il giudice.
- Gli studi novecenteschi sul parlato spontaneo, in particolare quelli di Gaetano Berruto, hanno mostrato come l'epanortosi sia anche un fenomeno colloquiale: le autocorrezioni quotidiane riproducono inconsapevolmente una struttura retorica codificata già più di duemila anni fa.
Citazioni celebri
O sventurata, anzi sciagurata!
— Vittorio Alfieri
Tu, Catilina, vivi, e non solo vivi, ma vieni perfino in senato.
— Marco Tullio Cicerone
Non amo, ma adoro la verità nuda e cruda.
— Anonimo retore latino
Riferimenti culturali
- Nei Promessi Sposi Manzoni ricorre con sottile ironia a forme di epanortosi nei monologhi di don Abbondio, dove il curato corregge continuamente i propri timori per attenuarli o, all'opposto, per amplificarli a giustificazione della propria viltà.
- Pietro Bembo, nelle Prose della volgar lingua, discute il valore espressivo della correctio come ornamento retorico del volgare illustre, mostrando come la lingua letteraria italiana abbia ereditato dalla tradizione classica questo raffinato strumento di amplificazione argomentativa.
- Nell'oratoria politica risorgimentale, in particolare nei discorsi parlamentari di Camillo Benso conte di Cavour, l'epanortosi compare frequentemente come tecnica di precisione argomentativa, segnalando la cautela diplomatica e insieme la fermezza delle posizioni politiche.
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