aporia
/aporˈia/
Significato
Sostantivo femminile che designa, in ambito filosofico e retorico, una difficoltà logica insuperabile, un'impasse concettuale in cui il ragionamento si arresta di fronte a contraddizioni irrisolvibili o a questioni che sembrano ammettere soluzioni ugualmente valide e opposte. Nel linguaggio della retorica classica indica invece la figura mediante la quale l'oratore finge di dubitare o di non sapere come procedere nel discorso, esibendo perplessità per coinvolgere l'uditorio. Per estensione, il termine designa oggi ogni situazione problematica priva di via d'uscita, ogni nodo teorico o esistenziale che resiste alla dissoluzione razionale.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal greco antico ἀπορία (aporía), composto dall'alfa privativo ἀ- e da πόρος (póros), letteralmente 'passaggio', 'via', 'guado': l'aporia è dunque il 'senza-via', il luogo in cui la strada del pensiero si interrompe. Il vocabolo compare già in Platone, che ne fa strumento essenziale del metodo socratico: il dialogo aporetico conduce l'interlocutore a riconoscere la propria ignoranza. Aristotele lo tematizza sistematicamente nella Metafisica come momento necessario dell'indagine filosofica. Il latino ne mutuò la forma come aporia, e da qui il termine è entrato nelle lingue moderne mantenendo il duplice statuto filosofico e retorico.
Esempio d'uso
Di fronte al paradosso del mentitore, il logico si arrestò in una aporia insolubile: ogni tentativo di attribuire un valore di verità alla proposizione generava contraddizioni, come se il linguaggio stesso si ripiegasse su di sé rifiutando ogni ulteriore passo.
Curiosità
- Nel dialogo platonico 'Menone', Socrate paragona chi cade in aporia alla torpedine marina, il pesce elettrico che paralizza chi lo tocca: l'aporia è dunque uno shock intellettuale che immobilizza per costringere a ripensare da capo ogni convinzione.
- Aristotele nel libro Beta della Metafisica elenca quattordici aporie fondamentali che ogni filosofo deve affrontare prima di poter procedere: il libro è chiamato tradizionalmente 'libro delle aporie' e costituisce un vero prontuario dei problemi filosofici irrisolti.
- Jacques Derrida ha dedicato al termine un intero saggio del 1996 intitolato semplicemente 'Apories', in cui l'aporia diventa figura centrale del pensiero decostruzionista, particolarmente in relazione alla morte, al dono e all'ospitalità come esperienze dell'impossibile.
Citazioni celebri
Coloro che vogliono ben ricercare devono prima ben dubitare, poiché la ricerca successiva è la soluzione delle precedenti aporie.
— Aristotele
L'aporia non è il fallimento del pensiero, ma la sua condizione più propria.
— Jacques Derrida
So di non sapere.
— Socrate
Riferimenti culturali
- Nel pensiero di Giorgio Colli, filologo e filosofo torinese, l'aporia socratica è ricostruita come strumento agonistico ereditato dalla sapienza greca arcaica, come illustrato nell'opera 'La nascita della filosofia' pubblicata da Adelphi nel 1975.
- Luigi Pirandello costruisce gran parte della sua drammaturgia su aporie esistenziali irrisolvibili: in 'Uno, nessuno e centomila' il protagonista Vitangelo Moscarda precipita nell'impasse dell'identità impossibile, incapace di riconoscersi in alcuna delle immagini che gli altri gli restituiscono.
- Il filosofo napoletano Aldo Masullo dedicò riflessioni penetranti all'aporia come cifra della condizione contemporanea, ne 'La libertà e le occasioni' del 2011, considerandola non come ostacolo ma come apertura fenomenologica al pensare autentico dell'esistenza umana.
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