cinedologia
/t͡ʃinedoloˈd͡ʒia/
Significato
In filologia classica e critica letteraria, la cinedologia designa il genere o il filone della trattazione letteraria di soggetti osceni, lascivi e turpiloquiali, spesso in chiave parodistica, satirica o burlesca. Il termine abbraccia componimenti in cui l'esplicito riferimento sessuale, il doppio senso erotico e la provocazione verbale costituiscono il nucleo tematico ed espressivo, come avviene nei celebri Carmina Priapea latini, in certa lirica alessandrina o nei frammenti di Sotade. Non è semplice volgarità, ma costruzione retorica consapevole dell'osceno come categoria estetica, dotata di regole proprie, convenzioni metriche e un ricco lessico tecnico.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal greco antico κίναιδος (kínaidos), parola di origine incerta ma attestata già nel V secolo a.C. per designare un uomo effeminato o un danzatore lascivo, unita al suffisso -λογία (-logía), 'discorso, trattazione'. In età ellenistica il kínaidos divenne figura letteraria stilizzata, protagonista dei cinedologoi, componimenti in versi sotadei (dal poeta Sotade di Maronea, III secolo a.C.) caratterizzati da contenuto osceno. Il termine fu ripreso dalla filologia tedesca ottocentesca, in particolare nell'opera di Richard Reitzenstein, per classificare un corpus poetico altrimenti privo di denominazione tecnica.
Esempio d'uso
Nel suo saggio sulla poesia latina minore, il filologo dedicava un intero capitolo alla cinedologia dei Priapea, dimostrando come l'oscenità rituale non fosse mero scandalo, ma raffinata operazione metaletteraria che dialogava con i generi aulici attraverso la parodia e il rovesciamento.
Curiosità
- I versi sotadei, pilastro metrico della cinedologia antica, erano celebri perché potevano essere letti anche al contrario mantenendo il senso, qualità palindromica che rifletteva simbolicamente l'inversione sessuale evocata nei contenuti.
- Sotade di Maronea, inventore eponimo del genere, pagò carissima la sua arte: avendo scritto versi cinedologici contro Tolomeo II Filadelfo e il suo matrimonio incestuoso con la sorella Arsinoe, fu rinchiuso in una cassa di piombo e gettato in mare.
- Il Vocabolario della Crusca ignorò sistematicamente il termine, considerato impronunciabile, e la prima occorrenza italiana documentata appare solo nei glossari filologici tedeschi tradotti nel tardo Ottocento, segno di una duratura rimozione culturale.
Citazioni celebri
Ridentem dicere verum quid vetat?
— Quinto Orazio Flacco
Versiculos nihil necesse est esse castos.
— Marco Valerio Marziale
Nam castum esse decet pium poetam ipsum, versiculos nihil necesse est.
— Gaio Valerio Catullo
Riferimenti culturali
- La tradizione cinedologica rivive nei sonetti osceni di Pietro Aretino, in particolare nei celebri 'Sonetti Lussuriosi' del 1526 accompagnati dalle incisioni di Marcantonio Raimondi su disegni di Giulio Romano, che scatenarono uno scandalo europeo e la furia della Curia romana.
- Giorgio Baffo, patrizio veneziano del Settecento, compose un vastissimo canzoniere in dialetto veneto di esplicita natura cinedologica, tanto che Guillaume Apollinaire lo definì 'il più grande poeta priapeo che sia mai esistito' nella sua collana di curiosa parigini.
- Nella Firenze medicea, il Burchiello e in parte il Berni svilupparono una poesia giocosa e licenziosa che riprende moduli della cinedologia classica, mediata attraverso la riscoperta umanistica di Marziale e dei Priapea, dando vita al genere burlesco italiano.
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