ofiolatria
/ofjolaˈtriːa/
Significato
Sostantivo femminile che designa il culto religioso dei serpenti, praticato in numerose civiltà antiche come forma di venerazione verso creature considerate simboli di saggezza, fertilità, rigenerazione e mediazione tra il mondo dei vivi e quello degli inferi. Il termine appartiene al lessico specialistico della storia delle religioni e dell'antropologia comparata, e si riferisce sia ai riti sacrificali offerti al serpente sia alla sua rappresentazione teologica come divinità o ipostasi del divino. L'ofiolatria si manifesta in una vasta gamma di espressioni, dai culti minoici di Cnosso alle liturgie serpentarie dell'antica India, dagli Ofiti gnostici alle tradizioni sciamaniche dell'Africa occidentale.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal greco antico ὄφις (óphis, 'serpente') unito a λατρεία (latreía, 'adorazione, culto, servizio reso alla divinità'), la stessa radice che ritroviamo in idolatria, mariolatria e bibliolatria. Il vocabolo si diffonde nella letteratura erudita europea a partire dal Settecento, quando gli studi comparati sulle religioni antiche iniziano a catalogare sistematicamente le forme di zoolatria mediterranea e orientale. Nel 1889 lo studioso britannico Hargrave Jennings pubblicò un influente saggio intitolato proprio 'Ophiolatreia', contribuendo a fissare il termine nel lessico storico-religioso occidentale.
Esempio d'uso
Nell'affrescato salone del museo etnografico, il conferenziere illustrava come l'ofiolatria minoica, testimoniata dalle celebri statuette della Dea dei Serpenti, rivelasse una spiritualità matriarcale profondamente intrecciata al ciclo ctonio della rigenerazione.
Curiosità
- Gli Ofiti erano una setta gnostica dei primi secoli cristiani che venerava il serpente dell'Eden come portatore di gnosi liberatrice contro un Demiurgo tirannico: rovesciavano così radicalmente l'interpretazione ortodossa del racconto genesiaco.
- Nel santuario indiano di Mannarasala, in Kerala, si venera ancora oggi il serpente Nagaraja: le famiglie brahmine officianti conservano tradizioni ofiolatriche ininterrotte da oltre tremila anni, con offerte di latte e curcuma.
- Il bastone di Asclepio, simbolo della medicina moderna con il serpente attorcigliato, deriva direttamente dall'ofiolatria greca: nei santuari di Epidauro serpenti sacri vivevano liberi tra i malati, ritenuti tramiti terapeutici del dio.
Citazioni celebri
Il serpente era saggio, la donna vanitosa, l'uomo debole: e così il mondo cominciò.
— Mark Twain
Siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
— Matteo, Vangelo 10,16
Il serpente che non può cambiare pelle muore. Così anche gli spiriti a cui si impedisce di cambiare opinione.
— Friedrich Nietzsche
Riferimenti culturali
- A Cocullo, in Abruzzo, si celebra ogni primo maggio la festa dei Serpari, in cui la statua di San Domenico viene ricoperta di serpenti vivi: un rito che gli antropologi interpretano come sopravvivenza cristianizzata di antichi culti ofiolatrici marsi legati alla dea Angizia.
- Nella collezione egizia del Museo Egizio di Torino sono conservati numerosi ureos, cobra stilizzati che ornavano il capo dei faraoni come simbolo del potere divino di Wadjet, testimonianza materiale dell'ofiolatria nilotica assimilata dalla cultura mediterranea antica.
- Il poeta Gabriele D'Annunzio, nel romanzo 'Il trionfo della morte', evoca suggestivamente i culti serpentini abruzzesi, trasfigurando l'antica ofiolatria contadina in mito decadente carico di simbologie erotiche e funebri tipiche del suo estetismo.
Parole correlate
Ogni giorno una parola nuova nell'app DiLex
Riscopri la bellezza della lingua italiana con pronuncia audio sincronizzata parola per parola, etimologia e quiz quotidiani. Gratuita, anche senza account.