sciamannato
/ʃamanˈnaːto/
Significato
Aggettivo italiano di registro letterario e popolare che designa una persona trasandata, disordinata nell'abbigliamento e nei modi, sciatta nel portamento, priva di compostezza e di cura di sé. Per estensione, indica anche chi agisce in modo sgangherato, sbadato, scomposto, senza grazia né misura. Il termine conserva una sfumatura affettuosamente ironica più che apertamente dispregiativa, e viene impiegato per descrivere figure che appaiono goffe, scarmigliate, quasi spettinate nell'animo prima ancora che nell'aspetto, suggerendo una disarmonia complessiva tra la persona e il suo contegno esteriore.
Origine ed etimologia
Il termine deriva dal verbo sciamannare, di etimologia incerta ma probabilmente connesso a una base espressiva meridionale, forse incrociata con sciamare o con voci dialettali napoletane indicanti il disfarsi, lo scompigliarsi. Alcuni etimologi propongono un collegamento con l'arabo šamāl (nord, vento del nord) attraverso intermediazioni dialettali, mentre altri lo riconducono a forme onomatopeiche che evocano il movimento disordinato. Attestato dal XVI secolo nella lingua letteraria, ha attraversato i secoli mantenendo intatta la sua forza espressiva, particolarmente viva nella tradizione toscana e centro-meridionale.
Esempio d'uso
Si presentò all'udienza accademica con un'aria sciamannata che contrastava stridentemente con la solennità dell'occasione: la cravatta storta, i capelli arruffati e quel sorriso distratto tradivano un'indole incurante delle convenzioni mondane.
Curiosità
- Il termine ha goduto di un'inaspettata fortuna nel lessico politico-giornalistico italiano del Novecento, usato per stigmatizzare con eleganza l'inadeguatezza di certi personaggi pubblici senza ricorrere a insulti volgari, mantenendo un tono ironicamente paternalistico.
- Nel dialetto romanesco esiste la variante sciamannone, attestata nei sonetti di Trilussa, che indica più specificamente un uomo grande e grosso ma scoordinato, quasi un gigante buono dai movimenti maldestri e dall'aspetto perennemente trasandato.
- Lo scrittore Vitaliano Brancati prediligeva questo aggettivo per ritrarre i suoi gallismi siciliani decaduti, uomini che nascondevano sotto un'apparenza sciamannata una segreta ambizione donnaiola, creando un cortocircuito comico fra desiderio e inadeguatezza fisica.
Citazioni celebri
Era un omettino sciamannato, con la barba lunga di tre giorni e gli occhi vivi.
— Carlo Emilio Gadda
L'uomo che cammina sciamannato per il mondo porta addosso il segno di una libertà sospetta.
— Giuseppe Pontiggia
Meglio sciamannati nell'abito che nel pensiero.
— Leonardo Sciascia
Riferimenti culturali
- Nella commedia dell'arte, la figura dello Zanni bergamasco incarna perfettamente l'archetipo dello sciamannato: servo goffo, vestito di rattoppi, dai gesti scomposti, che ha attraversato secoli di teatro popolare italiano diventando emblema di una comicità trasandata e geniale.
- Carlo Emilio Gadda nel Pasticciaccio brutto de via Merulana popola le pagine di figure sciamannate, descritte con minuzia lessicale impareggiabile, dove il termine assume valore quasi morale, indicando un disordine esistenziale che riflette quello sociale della Roma fascista.
- Nel cinema neorealista italiano, i personaggi di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, da Ladri di biciclette a Umberto D., mostrano dignità sciamannate: poveri vestiti male, ma portatori di un'umanità intatta che il termine riesce a evocare con tenerezza.
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